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Betti Zambruno & Tendachënt"Al lung de la riviera" Una delle più belle voci femminili del folk italiano si cimenta sul repertorio di Leone Sinigaglia, uno dei padri della musica tradizionale piemontese, insieme a Tendachënt, il gruppo che raccoglie l'eredità della storica Ciapa Rusa. Alessandrina d'origine ma astigiana d'adozione, Betti Zambruno inizia come ricercatrice e cantante folk, collaborando con il Centro di Cultura Popolare "G. Ferraro" ed il suo direttore Franco Castelli: si avvicina poi al jazz, entrando a far parte tra l'altro della big band Fiati Pesanti, ed alla musica celtica, lavorando con i Kyle-na-no. È tornata alla musica folk con il progetto "Cantè Bergera", pubblicando un album insieme al gruppo interamente femminile Bartavela. Il progetto è nato come omaggio alla grande cantante astigiana Teresa Viarengo ed a tutte le donne che hanno conservato e tramandato nei secoli il ricco patrimonio della ballata piemontese. Leone Sinigaglia Si dice che il Piemonte sia culla della ballata popolare: culla e non patria, giustamente, giacché raramente il canto tradizionale ha un luogo certo di origine, e vola leggero nell'aria di bocca in bocca, di memoria in memoria. E passando, attraverso il tempo, di luogo in luogo, da cantore a cantore, si adatta e trasforma poco alla volta. Leone Sinigaglia (1868/ 1944), compositore torinese colto e raffinato, raccolse ed annotò fra la fine dell'800 e l'inizio del '900 oltre 500 canti popolari piemontesi ( ed alcune danze). Solo una minima parte di questo tesoro venne utilizzata, arrangiata, rielaborata dal Sinigaglia stesso: la maggior parte dei canti rimase inedita fino a che i Brandé pubblicarono nel 1981, in versione decisamente spartana, un primo volume (Originaj dla prima stendiura dij motiv ëd tute le canson popolar, Colan-a musical dij Brandé n 51) contenete tutti i brani annotati dal compositore (le semplici linee melodiche, dunque) ed un secondo volume (Originaj ëd veje canson piemontèise lassj inédit për cant e piano, Colan-a musical dij Brandé n 50) contenente appunti di armonizzazioni a cui il compositore aveva lavorato. Ma è solo recentemente, grazie alla Regione Piemonte, che l'intero corpus di materiali popolari raccolti dal Sinigaglia ha assunto la forma di un esauriente volume, "Canzoni Popolari del Piemonte: la raccolta inedita di Leone Sinigaglia" ( Diakronia 1998), curato da Roberto Leydi: come al solito il padre dell'etnomusicologia italiana (e nostro conterraneo, essendo nato ad Ivrea) ha curato, a cominciare dall'ampia introduzione, un'edizione ricca di riferimenti, comparazioni, note ed informazioni. La presentazione (di Maurizio Martinotti) Ho accettato con immenso piacere di costruire questo progetto monografico sui canti raccolti dal Sinigaglia, commissionato dall'Ente Parchi Astigiani e presentato durante la seconda edizione della rassegna " Cantè Bergera". Non è stato facile scegliere le 14 canzoni che qui presentiamo: vi erano troppe cose belle, e la selezione è risultata lunga, laboriosa, a tratti un poco sofferta. Non ho voluto attingere solo ed esclusivamente a brani meno conosciuti o inediti, ma qua e là ho ripreso anche alcuni temi più noti. Finalmente ho potuto lavorare, per la prima volta organicamente, con Betti Zambruno. Betti è mia buona amica da più di vent'anni, ed ha partecipato come ospite al primo ed al terzo disco della Ciapa Rusa: è stato un piacere ed un onore preparare questo concerto con e per lei perché credo che sia attualmente l'interprete più sensibile, intensa e matura del canto piemontese. I brani
LA FORMAZIONE Betti Zambruno: cantoTendachënt Maurizio Martinotti: canto, ghironde elettroacustiche, mandola, tamburello in "Lutto leggero", "Madre resuscitata", "La Brandolina" e "Cansun del Masoè", scacciapensieri in "Curenta", flautino in "Matrimonio Inglese", tastiere (thanks, Mac) in "La Balarin-a" Enrico Negro: chitarre acustiche ed elettriche, chitarra midi in "Testamento dell'avvelenato" Bruno Raiteri: violino, viola in "La madre crudele", tastiere in "L'amoroso giardino" e "Testamento dell'avvelenato" Sergio Caputo: violino, percussioni in "Lutto leggero" e "Matrimonio Inglese" Gerardo Savone: basso elettrico a 5 corde Luciano Alì: batteria con Gigi Biolcati: percussioni in "La Balarin-a", "L'amoroso giardino", "Lutto leggero", "La madre crudele", "Dona franseisa" Marco Pasquino: violoncello in " La Balarin-a" Arrangiamenti di Maurizio Martinotti & Tendachënt Prodotto da Maurizio Martinotti per conto dell'Ente Parchi Astigiani Registrato nel mese di novembre 2002 presso lo studio Centro Musicale del Comune di Alessandria Tecnico del suono: Renzo Ceroni Mixaggio ed editing: Renzo Ceroni e Maurizio Martinotti Editing: Renzo Cerroni |