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Le Vija'Il Piemonte è regione con una tradizione etnomusicale tra le più ricche e composite d'Italia: ciò ha determinato, e spiega, il sorgere di un forte movimento folkrevivalistico, sorto a partire dalla fine degli anni '50 con l'esperienza dei Cantacronache. E' soprattutto nella seconda metà degli anni '70 che la nostra regione vede il nascere e moltiplicarsi di gruppi giovanili impegnati nel recupero dei repertori, degli strumenti tradizionali e degli stili propri della musica popolare piemontese: nascono in questi anni formazioni fondamentali, e non solo a livello regionale, quali Prinsi Raimund, La Lionetta, Cantovivo, Astrolabio, La Ciapa Rusa.A distanza di un ventennio, sembra giunto il momento di tirare le somme di quanto fatto e prodotto dal forte e compatto movimento folkrevivalistico piemontese: l'idea portante era creare un ensemble che raccogliesse i musicisti più significativi emersi da questi lunghi anni di lavoro, per metterli insieme in fattiva e fruttifera collaborazione. VOCI E SUONI DI UN NUOVO PIEMONTE Le Vijà, che ha esordito al Salone della Musica di Torino nell'ottobre '97, raccoglie alcuni fra i migliori interpreti e strumentisti attivi nel campo della musica tradizionale piemontese: la creazione di questo ensemble è stata espressamente commissionata dalla Regione Piemonte al Folk Club di Torino ed ad EthnoSuoni di Casale Monferrato. Il gruppo, che comprende musicisti provenienti da Cantovivo, La Ciapa Rusa, Compagnon Roulant, Lou Dalfin, Ensemble del Doppio Bordone, Tendachënt, pone fianco a fianco collaudati veterani, quali Franco Lucà e Maurizio Martinotti, che del progetto curano la direzione, e giovani validissimi musicisti. Il repertorio, grazie alla diversa provenienza dei solisti riuniti in questo progetto, offre uno spaccato rappresentativo dei diversi generi, stili e repertori e delle differenti culture e lingue che convivono in una regione ricchissima di tradizioni musicali. Le Vijà sono le veglie, le notti del mondo contadino passate nella stalla, il locale più caldo della cascina grazie alle mucche. Qui si rammendavano gli abiti sgualciti, si giocava a carte, si riparavano gli attrezzi rotti, si raccontavano fatti e leggende. I ragazzi da altre cascine venivano a corteggiare le ragazze: cantavano fuori dalla porta aspettando che quella porta si aprisse e li facesse entrare. L'organico, di impianto sostanzialmente acustico, privilegia il ricorso agli strumenti propri della tradizione piemontese: l'ensemble opta però, sia nelle raffinate soluzioni timbriche che nei sofisticati ed originali arrangiamenti, per una rilettura in chiave moderna del repertorio tradizionale. FORMAZIONE Paola Lombardo: canto Franco Lucà: canto, salterio, percussioni Maurizio Martinotti: canto, ghironda, mandoloncello, arrangiamenti Ilio Amisano: organetto, cori Devis Longo: canto, tastiere, sax soprano, flauti, ocarina Patrick Novara: piffero, cornamusa, flauti, clarinetto, clarone, oboe Enrico Negro: chitarre, strumenti a plettro, cori Gabriele Ferrero: violino, cori Bruno Raiteri: violino, cori Loredana Guarneri: violoncello Gigi Biolcati: percussioni, batteria, cori Così scrive Giampiero Leo, Assessore Regionale alla Cultura, nella sua introduzione al disco: "Il sostegno a Le Vijà, gruppo musicale la cui formazione è stata promossa dalla Regione Piemonte, si inserisce nel quadro dell'azione intrapresa da anni per la valorizzazione e la tutela del patrimonio linguistico. In Piemonte si parlano quattro lingue minoritarie (la lingua piemontese, occitana, franco provenzale e la lingua dei walser), lingue che, senza un opportuno intervento rischiano di scomparire nel volgere di pochi decenni. Da tempo la Regione Piemonte ha avvertito la necessità di sostenere le lingue storiche anche attraverso le loro infinite possibilità di espressione artistica e, in questo contesto, la musica rappresenta una grande opportunità per riavvicinare la gente - e soprattutto i giovani - alla propria lingua naturale. La riproposta delle antiche melodie nelle moderne sonorità ed il recupero degli strumenti tradizionali fanno de Le Vijà un concentrato di identità. Siamo certi che i Piemontesi apprezzeranno questa testimonianza della vitalità della loro cultura, questo frammento della loro identità riportato a nuova vita dalla professionalità di musicisti fra i più apprezzati d'Europa." "LA CADREGA FIORÏA"
RASSEGNA STAMPA "Una pietra miliare del folk piemontese racchiusa in questo scrigno circolare" (Loris Bohm - Traditional arranged) |