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Terrae - compagnia di musiche popolari"Unknown people"Il nuovo lavoro della band messinese nasce dall’idea di raccontare, in musica, alcuni momenti significativi, e per lo più drammatici, della storia siciliana. Il disco“Unknown People” è un album “concept”, dove ogni brano si tiene con il seguente e l’ultimo riprende il primo, ed in cui la parte del leone la fa il dialetto siciliano, cioè la lingua attraverso cui braccianti, bambini, rivoltosi, carcerati, pescatori - la “gente sconosciuta” del titolo dell’opera - finalmente diventano protagonisti di 700 anni di storia riscritta secondo la visione degli umili e degli ultimi. Ma non mancano le contaminazioni linguistiche, nel rispetto delle tante dominazioni che hanno lasciato scie feconde nel tessuto culturale siciliano, anche a livello popolare. “Raccontiamo, in musica, alcuni momenti significativi della storia siciliana, nei quali il popolo si è ribellato al potere per rivendicare un proprio ruolo, e di come questi moti popolari siano sempre stati repressi, con ferocia, nel sangue e nell’oblio delle cronache e della storia ufficiale. Una visione “nuova” del popolo siciliano che, a dispetto di fatalismi e antichi stereotipi, ha provato nei secoli a giocare il proprio ruolo e che, quando ha chinato la testa, è stato, ed è, attraverso la violenza di uno stato connivente con le peggiori componenti della società”. Da un’idea di Francesco Di Stasio e Antonio Livoti. Arrangiamenti: Antonio Livoti e Terrae. Produzione artistica: Francesco Di Stasio e Antonio Livoti I brani
Il gruppoCon gli occhi puntati a sud del 38° parallelo, la “compagnia di musiche popolari Terrae”, proveniente dall’isola di Sicilia, riannoda idealmente i fili di una convivenza passata, esplorando la propria memoria al fine di metterla in relazione con altre culture e musiche del Mediterraneo presente.
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