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Tendachënt

"La Valle dei Saraceni"

Terzo capitolo nella discografia del gruppo nato nel 1997 dalla storica formazione piemontese La Ciapa Rusa. Conservando il sound moderno tinto di sonorità elettriche, che rappresenta il suo marchio di fabbrica, Tendachënt con questo disco accentua la spinta verso suoni e ritmi sempre più mediterranei.

Il disco

Il nuovo attesissimo album segue Ori pari del 2000, disco che ha riscosso notevolissimi consensi per la qualità della proposta, una sorta di reinvenzione della musica tradizionale piemontese. La valle dei Saraceni conserva il sound moderno tinto di sonorità elettriche che rappresenta il marchio di fabbrica di Tendachënt, ma con questo disco viene accentuata la spinta verso sonorità e ritmiche sempre più mediterranee. L'album é interamente composto da brani inediti.

Di grande suggestione la presenza di Enzo Avitabile, che ha scritto e cantato con Maurizio Martinotti, leader del gruppo piemontese, uno dei brani del disco. Ma gli ospiti sono numerosissimi: Toni Torregrossa di Urbalia Rurana, Renat Sette, Paul James dei Blowzabella, i Bottari di Portico, De Calaix.

La valle dei Saraceni

Nel cuore del Monferrato si trova un luogo chiamato la Valle dei Saraceni: la leggenda vuole che nelle grotte che qui si aprivano facesse base una banda di predoni arabi. Si racconta che gli abitanti dei paesi circostanti, stanchi delle incursioni e delle razie che questi briganti compivano, abbiano fatto crollare nottetempo gli accessi alle caverne, imprigionando per sempre gli occupanti, assieme ad inestimabili tesori. Ancora oggi, di notte, si vedono correre fra i prati e la boscaglia le fiammelle balenanti di piccoli fuochi fatui: la gente dice che sono i Saraceni che ritornano, per danzare al chiaro della luna.

I dati storici confermano la presenza in zona, attorno alla metà del '900, di predoni arabi, giunti qui dalla vicina Provenza. La tradizione mescola però questo episodio con un altro di molto posteriore: nel 1600 le milizie dei Gonzaga avrebbero seppellito vivi in quelle grotte dei briganti (piemontesi, però), che dalla Valle dei Saraceni compivano incursioni nei borghi limitrofi.

La tracklist:

  1. Verdolin Verdolineto (trad.) / Verd (M. Martinotti)
  2. La valle dei saraceni (M. Martinotti) / 'Che' e non Cé (M. Martinotti)
  3. Don-na Curon-na (Pietà) (E. Avitabile - M. Martinotti)
  4. La Lionota (M. Martinotti)
  5. Deuit (M. Martinotti) / Il colpo della bestia (M. Martinotti) / Tempi duri (M. Martinotti)
  6. La Pasiun dal nost Signur (M. Martinotti)
  7. Bianca (M. Martinotti) / La sera della festa (M. Martinotti) / Piccole storie (M. Martinotti)
  8. Stranòt d'amur (M. Martinotti) / Vurì amnì (M. Martinotti)
  9. Buton fiurì (M. Martinotti)
  10. Fra' Pataluc (trad.) / Lantaliran (M. Martinotti)
  11. La Piemonteisa (M. Martinotti)
  12. Quand je suis né (trad.) / Baccus (M. Martinotti)
  13. Monferrina detta di San Michele (trad.) / Mala tempora (M. Martinotti) / Luvara (M. Martinotti)
  14. Jacoutin (trad.) / Jacoutinaire (M. Martinotti)
  15. Sòm sòm (trad.) / Ninna nanna (trad.) / Dormigliusa (M. Martinotti)

I crediti:

Album prodotto da Maurizio Martinotti per conto dell'Associazione Culturale La Ciapa Rusa
Registrato e mixato ad Alessandria nello studio comunale "Lucio Battisti" fra ottobre 2004 e marzo 2005. Tecnico del suono: Renzo Ceroni
Mastering: Devis Longo
Codifica digitale: Edoardo Gennaro
Gli arrangiamenti sono di Maurizio Martinotti, tranne "Don-na Curon-na (Pietà)", di Enzo Avitabile e Maurizio Martinotti, e "La Valle dei Saraceni", di Maurizio Martinotti ed Enrico Negro
Enrico Negro ha elaborato le proprie parti di chitarra acustica e qua e là rivisto ed in alcuni casi ideato le parti del basso elettrico
Gigi Biolcati ha fornito, con le proprie percussioni, stimoli per la scrittura (o riscrittura) degli arrangiamenti
Gli interventi di Enzo Avitabile & Bottari di Portico sono stati registrati presso il "Sunset Studio" di Napoli. Tecnico del suono: Max Carola
Le voci di De Calaix sono state registrate negli studi "44.1 Estudi de grabació" di Gerona, (Catalunya - Spagna). Tecnico del suono: Carles Xirgo
La traduzione inglese è a cura di Bianca Filippone
La traduzione piemontese è a cura di Gioventura Piemontèisa
La copertina è di Giorgio Delmastro
Il progetto grafico è di Idearte

Tendachënt sono:

Maurizio Martinotti: canto, ghironde elettroacustiche, mandola, epinette des Vosges, scacciapensieri, zufolo, diana, piva di bamboo, ocarina, tastiere
Enrico Negro: chitarra acustica 6 e 12 corde, chitarra elettrica, mandola, cori
Bruno Raiteri: violino, viola, cori
Sergio Caputo: violino, percussioni in "La Pasiun dal nost Signur"
Gerardo Savone: basso
Gigi Biolcati: batteria, percussioni

con
Enzo Avitabile: canto, sax tenore, tastiere in "Don-na Curon-na (Pietà)"
I Bottari di Portico: percussioni in "Don-na Curon-na (Pietà)"
Paul James: sax soprano in "Sòm sòm / Ninna nanna / Dormigliusa", cornamusa in "Tempi duri"
De Calaix (Mireia Mena, Gemma Pla, Lurdes Rimallo): canto in "La Pasiun dal nost Signur"
Toni Torregrosa: canto in "La Lionota" e "La Pasiun dal nost Signur"
Renat Sette: canto in "Sòm sòm / Ninna nanna / Dormigliusa"
Marco Pasquino: violoncello in "Sòm sòm / Ninna nanna / Dormigliusa", "Jacoutin / Jacoutinaire", "Quand je suis né / Baccus"

Gli strumenti utilizzati:

Ghironde elettroacustiche: Paolo Coriani e Jean-Luc Bleton
Epinette des Vosges: Doug Emmons
Mandole: Valerio Gorla
Diana e piva di bamboo: Ilario Garbani
Zufoli: Jon Swayne
Scacciapensieri: Zoltan Szilagyi
Ocarina: Giorgio Pacchioni

Il gruppo

Prendete una ghironda, ma - badate bene - elettroacustica, col suo suono vibrante ed antico, ed una chitarra acustica e midi, un tamburello con sonagli e due violini incalzanti e selvaggi: aggiungete la ritmica compatta di un basso e di una batteria. Ci siamo? Bene, ora agitate a dovere e preparatevi a gustare uno dei cocktail più saporiti ed invitanti che vi sia mai capitato di assaggiare.

Se amate la world music, se il ritmo e la danza vi ipnotizzano e catturano, se siete per natura - o per vocazione - curiosi ed impiccioni, la musica di Tendachënt farà muovere le vostre gambe e battere i vostri cuori.

Danze antiche come gighe e perigurdini, inconsuete melodie modali - modali come i più intriganti riff chitarristici del rock, solo più antiche di qualche secolo - , scale arabeggianti e forme le cui origini si perdono nella notte dei tempi e che pure conservano una forza ed una modernità straordinarie, canti rituali, di derivazione pagana, ritmati e coinvolgenti...

Il fascino sottile di un bordone, il gioco ritmico delle percussioni, il rincorrersi ed incrociarsi di timbri e colori, il vibrare delle corde e l`incalzare dei violini... Ed una lingua come il piemontese, tronca ed incisiva, che ben si sposa ai ritmi serrati e vorticosi.

Tendachënt è il nuovo progetto di Maurizio Martinotti, fondatore e leader della storica formazione piemontese La Ciapa Rusa: venti anni di carriera, 7 dischi all'attivo e concerti in Francia, Belgio, Inghilterra, Olanda, Danimarca, Stati Uniti, Svizzera, Canada, Germania, Finlandia, Austria, Spagna, Portogallo, Slovenia, Croazia costituiscono il cospicuo curriculum di quella band fondamentale nell'evoluzione e nel rinnovamento del folk revival nord italiano.

Tendachënt nasce nella primavera '97 come evoluzione de La Ciapa Rusa, di cui riprende in parte il repertorio, rivestiendolo però di nuovi e più progressivi arrangiamenti.

Nella sua ancor breve carriera Tendachënt si è esibito in Svizzera, Francia, Austria, Spagna e Portogallo. Il disco d'esordio, Ori Pari, è stato pubblicato in Italia e Spagna. Il gruppo ha inoltre accompagnato la cantante Betti Zambruno nello spettacolo "Omaggio a Leone Sinigaglia", prodotto nel 2001 per il festival "Cantè Bergera": da tale concerto è stato ricavato il cd " Al lung de la riviera", pubblicato a febbraio 2003.

Nel 2005 il nuovo disco, "La valle dei Saraceni".