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TendachëntTendachënt è una formazione piemontese nata nella primavera '97 come evoluzione di uno dei gruppi fondamentali del folk revival nord italiano, La Ciapa Rusa: venti anni di carriera, 7 dischi all'attivo e concerti in Francia, Belgio, Inghilterra, Olanda, Danimarca, Stati Uniti, Svizzera, Canada, Germania, Finlandia, Austria, Spagna, Portogallo, Slovenia, Croazia costituiscono il cospicuo curriculum de La Ciapa Rusa.Tendachënt, che prende spunto per il proprio nome dal titolo del disco d'esordio della Ciapa, vuole essere un omaggio al gruppo madre. Parte del repertorio consiste infatti in una rilettura dei più bei classici del repertorio della Ciapa Rusa. Il gruppo rinuncia ad alcuni degli strumenti, quali il piffero e l'organetto, che più hanno caratterizzato il sound de La Ciapa Rusa, e riveste l'intero repertorio di arrangiamenti nuovi e più progressivi. Nonostante la breve vita artistica il gruppo ha già effettuato tournees in Spagna, Portogallo, Austria, Svizzera. Di Tendachënt fanno parte, oltre a Maurizio Martinotti, fondatore e leader della Ciapa Rusa, altri due componenti della band monferrina, il violinista Bruno Raiteri ed il cantante-tastierista Devis Longo: l'organico è completato da tre giovani talenti, il violinista Sergio Caputo, il chitarrista Enrico Negro ed il batterista Luciano Alì. ORI PARI "Ori pari" è l'album d'esordio di Tendachënt. Con l'eccezione di "Galantone" il lavoro è composto da composizioni appartenenti al repertorio della Ciapa Rusa, completamente reinventate. I vecchi fans potranno così riascoltare brani amati quali "Re Gilardin", "Draghin", "Carlin di maggio", "Il frate Cappuccin", "Principessa", gli altri scopriranno un repertorio rinnovato che conserva la forza e suggestione delle origini. INTRODUZIONE Prendete uno strumento arcaico e magico come la ghironda, ma badate bene elettroacustica, ed una tastiera elettronica, un violino, col suo suono vibrante, ed una batteria, una chitarra acustica ed un tamburo a cornire, ancora un violino ed un mandoloncello... Ci siamo? Bene, ora agitate a dovere e preparatevi a gustare uno dei cocktail più saporiti ed invitanti che vi sia mai capitato di assaporare. Se amate la world music, se il ritmo e la danza vi ipnotizzano e catturano, se siete per natura -o per vocazione- curiosi ed impiccioni, la musica di Tendachënt farà muovere le vostre gambe e vibrare il vostro cuore. Gighe e perigurdini, inconsuete melodie modali - modali come i più intriganti riff chitarristici del rock, solo più antiche di qualche secolo - scale arabeggianti e forme che, pur conservando una forza ed una intensita` straordinarie, si perdono nella notte dei tempi, canti rituali di origine pagana, ritmati e coinvolgenti... Il fascino sottile di un bordone, il gioco ritmico delle percussioni, il rincorrersi ed incrociarsi di timbri e colori, il vibrare delle corde e l`incalzare dei violini... Ed una lingua, il piemontese, tronca ed incisiva, che come poche si adatta e sposa ai ritmi serrati e vorticosi. "Ori pari", disco di esordio di Tendachënt è tutto questo e molto di più: provare per credere. FORMAZIONE attuale Maurizio Martinotti: canto, ghironda, salterio, mandoloncello Devis Longo: canto, tastiere, flauti, sax soprano, percussioni Bruno Raiteri: violino, viola, tastiere, canto Sergio Caputo: violino, viella, canto Enrico Negro: chitarra acustica ed elettrica, mandoloncello Luciano Ali: batteria, percussioni, canto RECENSIONI "Il risultato è a tratti talmente innovativo da dare l'illusione del mai sentito. Il che, dovendo fare i conti con un repertorio che a partire dagli anni settanta e fino a metà dei Novanta è stato ascoltato in tutta Europa e anche Oltreoceano, è quantomeno stupefacente. Merito del gran lavoro di cesello in sede d'arrangiamento, merito della trasparente voglia di tutti i componenti della formazione di misurarsi con un modo di fare musica nuova nel solco della tradizione in piena libertà, merito anche della felice vena compositiva di Martinotti, del quale qui vengono raccolti alcuni piccoli gioielli. 'Ori pari' è un disco di rara originalità e di contagiosa freschezza, ottimamente suonato e compilato con cura. Cosa aggiungere ancora?" (Roberto G.Sacchi - FolkBullettin) "I vecchi brani sono stati rielaborati con evidente perizia da Maurizio Martinotti con lievi inserimenti a tinta jazzistica e perfino reggae (....) Ben riusciti gli impasti vocali e calibrato il suono d'insieme, contraddistinto dall'interplay tra strumenti a corde, violino e ghironda" (Ciro De Rosa - World) "...questo disco è eseguito con arrangiamenti sobri e incisivi; le percussioni, ancor più che nei lavori precedenti de La Ciapa Rusa, caratterizzano positivamente il lavoro rendendolo attuale, trascinante... una ritrovata vena jazzata, un'accentuata accuratezza degli impasti vocali (....) Il mercato discografico internazionale può rivolgersi finalmente alla nostra nazione, così prodiga di piccole produzioni semiamatoriali e così avara di superstar, con il rispetto che le compete". (Loris Bohm - Trad-Arr) "....la musica ha retto al vaglio del tempo, e l'approccio di una ritmica robusta potrà probabilmente farla apprezzare ad una o due generazioni di nuovi ascoltatori". (Gianni Cunich - Cous Cous) "Tendachënt è uno di quei gruppi fondamentali e non ci si rende conto che sono straordinari fino a quando non li ha ascoltati". (Gioventura piemonteisa) I BRANI 'Nsumma al pont ad Mantua (M. Martinotti) Storia di una fanciulla che, rapita da un cavaliere, preferisce darsi la morte piuttosto che perdere il proprio onore. Tasso Barbasso (M. Martinotti)/ Centi (M. Martinotti) Due scottish di nuova composizione: la seconda è dedicata ad un suonatore tradizionale della Valle Curone (Al) Galantone (trad.) Brano piemontese raccolto da Franco Castelli, direttore del Centro di Cultura Popolare "G. Ferraro" di Alessandria. sul tema della dote alla sposa Le stesse cose ritornano (M. Martinotti) / La finestra sul mare (M. Martinotti) / Come tempesta (M. Martinotti) / Piccoli Equivoci (M. Martinotti) Quattro valzer di nuova composizione. Il primo prende spunto da un brano de "L'uomo senza qualità" di Robert Musil. Il secondo è stato composto guardando dalla finestra il mare di Moaña, in Galizia. Il terzo valzer deve il titolo all'effetto esplosivo prodotto dal suono congiunto delle due ghironde di Maurizio Martinotti e Sergio Berardo, ai vecchi tempi della Ciapa Rusa. Di piccoli equivoci è piena la vita: meritano almeno un giro di valzer... Carlin di maggio (trad.) / Giga (trad.) / O gin gin (trad.) / Curenta (trad./ M. Martinotti) Un canto rituale di maggio proveniente dalla Valle Trebbia, seguito da una giga della Valle Curone, da una monferrina cantata della Valle Borbera e da una curenta composta a partire da un frammento tradizionale. I brani sono stati raccolti sul campo da Maurizio Martinotti. Re Gilardin (trad./ M. Martinotti) Conosciuto con il titolo di "Morte occulta": il giovane sovrano torna dalla guerra mortalmente ferito e spira fra le braccia della madre. La donna tiene segreto il lutto alla nuora, per non addolorarla: questa però, poco alla volta, tramite piccoli indizi, capisce l'accaduto. Brano raccolto da Maurizio Martinotti in Val Borbera. Gentil galant (trad.) / Perigurdino (trad.) / Su e lün-a (M. Martinotti) Storia di un galante gabbato da una astuta monaca: seguono un perigurdino trasmesso a M. Martinotti dal grande pifferaio Ernesto Sala ed una nuova composizione. Il frate cappuccin (trad.) / Principessa (M. Martinotti) / Mazurca (trad.) Raccolta da M. Martinotti in Val Borbera, questa canzone "boccaccesca" racconta di un frate che si presenta a casa di una giovane fanciulla per confessarla: in realtà la ragazza è la sua amante. Seguono due mazurche, la seconda delle quali raccolta da M. Martinotti in Val Borbera. Draghin (trad.)/ Giga (trad.) / Monferrina (trad.) Nella leggenda locale il Draghino era un celebre suonatore popolare che avrebbe ucciso sette mogli, una sorta di Barbablù alessandrino. Scoperto ed imprigionato, ebbe la grazia in cambio dell'esilio e si recò a Milano dove divenne un ricco e famoso suonatore. La Monferrina viene invece dal repertorio della banda di Cassine (Al). Entrambi i brani sono stati raccolti da M. Martinotti. DISCOGRAFIA La Ciapa Rusa Ten da chent l`archet che la sunada l`e' longa (Madau Dischi D08-1982)Premio della critica discografica italiana '82, pubblicato anche in Spagna(La Guimbarda-1983)e Olanda(Music and Words-1997) Stranot d`amur (Madau Dischi D014-1984), ripubblicato in Olanda(Music and Words-1997) O senti' che bel canta'(Robi Droli RD001-1985) Faruaji (Robi Droli RD004-1987), pubblicato anche in Spagna (SoniFolk-1988) Antologia (Robi Droli RDC0016-1990) Retanavota (NewtoneNT6708-1992), pubblicato anche in Spagna (SoniFolk-1993) Aji e Safràn (Newtone NT6729-1994) Partecipazioni 10° Rencontres de St-Chartier (Elycon EL65014) Acoustics in Italy (Hi,Folks! Records HF003) VI Festival Internacional de Musica (Audio Visuals de Sarria L1315) Musita (Ribium CDE04) Italian Traditional Songs (Utah University Press) Cantastorie (Canzoni italiane-Fabbri Editore) Atlante di Musica Tradizionale (Newtone NT6736) Canti randagi (Dischi Ricordi) Musica Popolare in Piemonte (Regione Piemonte/ CREL) Gente di Piemonte (Istituto De Agostini) Tendachënt Ori pari ( EthnoSuoni ES5304) |