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La LionettaNata nel 1977, la Lionetta è stata per molti anni uno dei più famosi ed apprezzati gruppi del folk-revival italiano, certamente il meno ortodosso ed il più orientato ad una riproposizione creativa e svincolata dagli schemi del repertorio popolare nord-italiano.Il primo prodotto discografico, "Danze e ballate dell'aera celtica italiana" (1978) ebbe notevoli apprezzamenti di critica e di pubblico. Un paio di anni dopo l'uscita del secondo Lp "Il gioco del diavolo" (1981), l'attività del gruppo si è via via diradata, per poi cessare. Riscostituitasi nel 1995 la Lionetta ha completamente rinnovato il repertorio, che sviluppa da una parte il discorso della composizione autonoma nelle musiche e nei testi, dall'altra accentua l'approccio "trasgressivo" ai brani. Dopo aver pubblicato "Sarazin", un mini cd che segnava il ritorno ufficiale del gruppo, la formazione torinese ha ora inciso un nuovo album, edito da FolkClub EthnoSuoni, intitolato "Ottoni & Settimini", frutto di uno splendido amalgama e di un particolare gusto dissacratorio. Un lavoro coinvolgente, assai caratterizzato, sia nei testi, che fotografano anche con ironia il sociale in molte delle sue accezioni, che nell'impianto musicale, che si muove in diverse direzioni, dal rock alla canzone d'autore, in modo decisamente personale. I COMPONENTI Roberto Aversa: voce, cornamusa, whistle, ance, chitarra Maurizio Bertani: voce, mandolino, mandoloncello, chitarra, violino Ilio Amisano: organetto, voce Michele Salituro: violino, chitarra, flauto di pan, flauto traverso, mandoloncello, chitarra battente, darabukka, djembé Luciano Molinari: batteria e percussioni Massimo Lupotti: basso tuba
"Difficile affibbiare un'etichetta al nostro nuovo lavoro discografico (e di conseguenza al concerto). Forse si può ancora parlare di musica folk, se il termine viene inteso al modo degli anglosassoni, dove anche la canzone d'autore che in qualche modo si lega a matrici tradizionali rientra nel mondo del folk (che comprende così la riproposta di brani tradizionali come il primo Dylan o Cohen). Sicuramente folk sono le radici del lavoro del gruppo, come testimoniano il suo passato e la presenza in questo nuovo cd di brani tradizionali, anche se ampiamente rielaborati. Ma si nota subito che la scelta delle sonorità si è moltiplicata, ricca com'è di suggestioni mediterranee, che si allargano dai Balcani al Medio Oriente inseguendo echi gitani. Sono gli incontri e gli scambi, in anni e anni di festival, con musicisti di diverse tradizioni ad avere ampliato questo orizzonte, ma anche e soprattutto il territorio in cui il gruppo ha radici: quella Torino multietnica che prende voce in angoli sempre più consistenti della città, mescolandone gli echi e preparandosi a "farsi tradizione". Sarebbe un errore valutare di questo prodotto i soli aspetti musicali, perché La Lionetta racconta storie da ascoltare: storie ironiche, storie arrabbiate, storie quasi epiche. Un intreccio di lingua e dialetto con uno sguardo alla grande tradizione della ballata europea ma anche della più schietta canzone d'autore, fra lupi mannari e clandestini in attesa di varcare un confine, fra realtà capovolte e benpensanti terrorizzati dai nuovi saraceni. Tra ottoni e settimini". Roberto Aversa RASSEGNA STAMPA "A me "Ottoni & settimini" piace tantissimo; è un album fresco, giocato sul filo del divertimento ma è anche musicalmente molto solido (e "Fiocchi di lana" sarà la mia canzone dell'anno!)." (Gianni Cunich - Cous Cous) "Un album che sicuramente accoglie ogni forma di comunicazione sonora tradizionale, un album predisposto per atmosfere acustiche 'moderne', fresche, brillanti, fatto veramente bene, attuale, ma pieno di passato, quello che vorremmo continuare ad avere anche in futuro." (Giuseppe Palazzolo - L'Isola che non c'era) "...un prodotto discografico completo e assai convincente (...) ai livelli espressivi - opportunamente aggiornati, riveduti e corretti - dei primi anni Ottanta, quando La Lionetta rappresentava, secondo molti, il meglio del folk in Italia." (Roberto Sacchi - Folk Bulletin) "La Lionetta rappresenta uno dei pochi casi in Europa in cui non è possibile etichettare la musica di chi suona. Una vena di follia-geniale non basta a definire questo stile estremamente personale in bilico tra antico e moderno, con testi graffianti e attuali, motivi orecchiabili e originali in un contesto che è tutto da ascoltare, dove non esiste nulla di prevedibile pur esistendo un filo logico complessivo." (Loris Bohm.- Trad-arr) "Il suono interamente acustico fa leva su numerosi strumenti etnici, testi sagaci, associati all'attualità e su una commistione di stili musicali, di influenze, di sberleffi e di effetti sonori. Si tratta di un graditissimo ritorno." (Ciro De Rosa - World) |