![]() Torna al catalogo generale |
![]() |
EpinfraiE' un progetto che vede coinvolti quattro giovani musicisti uniti attorno al repertorio cosiddetto "da piffero", nell'intento di dare una vita e un senso attuale a un repertorio, spesso relegato nella sfera del 'revival' nostalgico, tramite la commistione fra elementi di musica contemporanea e antiche melodie popolari.Il gruppo ha alle spalle circa un anno di vita durante il quale ha svolto un'intensa attività concertistica. Da sottolineare la collaborazione con il progetto "Folclore immaginario" accanto a musicisti del calibro di Umberto Petrin, Gianni Coscia, Roberto Ottaviano e Stefano Valla, nell'ambito del festival "Ultrapadum - suoni dell'altro mondo" svoltosi nell'agosto 1999 a Varzi, in provincia di Pavia. I COMPONENTI
Daniele Bicego: Diplomato in corno al Conservatorio di Vercelli, vanta numerose collaborazioni
con le maggiori orchestre nazionali, affianca a questa attività di musicista professionista lo
studio delle cornamuse francesi e italiane e dei rispettivi repertori.Marco Domenichetti: E' considerato uno dei più importanti suonatori di piffero attivi sul territorio, ha arricchito il suo bagaglio attraverso lo studio del flauto dolce presso la classe di musica antica della civica di Milano. Ha alle spalle una produzione discografica in coppia con il fisarmonicista Daniele Scurati ("Per sentieri di festa" - Domenichetti/Scurati, 1999). Alberto Graziani: E' un chitarrista di formazione classica, da sempre vicino alla musica improvvisata. Studia presso la civica scuola di musica "G.Sacerdoti" di Voghera sotto la guida del maestro Roberto Piccoli. Ha collaborato alla realizzazione del cd "Per sentieri di festa" intervenendo come chitarrista in due brani tradizionali. Paolo Malusardi: E' un pianista di chiara impronta jazzistica che ha alle spalle esperienze in molteplici ambiti musicali. Studia presso il civico istituto musicale "Vittadini" di Pavia sotto la guida del maestro Umberto Petrin. "Ricerca melodica di sensibilità 'classica' e strutture ritmico-armoniche che attingono al linguaggio jazzistico: questi sono gli elementi che costituiscono l'ossatura su cui si snoda il canto del piffero nella nostra proposta. Tentiamo di creare una musica che restituisca pienamente sia la nostra identità che il senso di una straordinaria tradizione. Non sentiamo la stretta necessità di capire cosa ci spinge a raccoglierci attorno al repertorio della musica da piffero. Ci troviamo a ragionare attorno a queste melodie e ciò accade da sé senza il bisogno di trovare legittimazioni o investiture di sorta. Avvertiamo tuttavia il peso della responsabilità nell'approccio a un repertorio così antico, così denso di significati, accanto alla necessità di donargli una veste che in qualche modo restituisca anche la nostra identità di musicisti che certamente non fanno esclusivo riferimento al suddetto repertorio. Ne scaturisce una musica difficilmente inquadrabile entro schemi precostituiti, priva di intenti filologici, ma tesa nello sforzo di restituire l'energia e l'esplosiva forza vitale che esprime il suono del piffero. Non è certo una scelta di comodo la nostra: il repertorio del piffero è fra i meno immediati e vicini al senso comune, difficile e articolato nella sua componente più antica dei balli 'a cerchio', troppo vicino al sentire del ballo liscio nelle composizioni novecentesche, quindi ingiustamente considerato obsoleto o banale. In questo lavoro è indispensabile la vicinanza dei suonatori e dei ballerini, che sono oggi artefici e depositari di questa tradizione, fra le poche tuttora in divenire. Ci nutriamo di questo costante scambio traendone importanti spunti, pur nella consapevolezza di non poterci collocare nel solco della tradizione: i nostri interventi sul ritmo, l'armonia e le strutture rendono pressoché imballabili i brani, perciò non funzionali al magico evento del ballo e della festa". Alberto Graziani ![]() RASSEGNA STAMPA "Con questo cocktail micidiale ci spiegano come si fa a rimanere sempre ancorati al folk pur presentando un lavoro decisamente vibrante, energico, appassionante e dove il piffero non è solo una comparsa. Saranno famosi, nonostante la matrice folk che si portano appresso... non riesco ad immaginare quello che sono capaci di fare questi quattro giovani dal vivo, visto la carica vitale che sprigionano su disco!" (Trad-arr -Loris Bohm) "Un quartetto dedito alla riscoperta della tradizione musicale di quattro province italiane. Piffero, flauto, corno, chitarra e pianoforte alla ricerca del tempo perduto." (Tutto musica - g.c.) "'Cercando' è molto più di un tentativo, è un prodotto già maturo di cui la musica italiana può e deve andare fiera." (FolkBullettin - Roberto G. Sacchi) |