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Dòna Bèla

Canti dal Piemonte alla Provenza
Renat Sette & Maurizio Martinotti
con Sergio Caputo - Enrico Negro - Jean Louis Ruf

Dona Bela è una produzione che nasce dall'incontro di musicisti attivi sui due versanti delle Alpi: da una parte il Piemonte e dall'altra la Provenza, zone amministrativamente distinte ma geograficamente contigue e, soprattutto, culturalmente molto vicine. Si tratta dunque di un progetto che travalica i confini nazionali, introducendo anche all'interno delle politiche culturali quello spirito comunitario che tende a porre in risalto le specifiche identità culturali ed i legami tra esse.

Dona Bela non è semplicemente un gruppo musicale formato da musicisti provenienti da differenti Paesi europei, ma è piuttosto la dimostrazione lampante di come sia possibile percorrere la strada di una collaborazione transfrontaliera fondata sul recupero di radici culturali comuni. Il repertorio di questo originale ensemble rispecchia tutto ciò, portando alla ribalta canti tradizionali propri delle due regioni e arie comuni, ispirate cioé agli stessi temi o sostenute da melodie tra loro molto vicine.

Oltre che in Italia il disco sta avendo un notevole riscontro di vendite anche in Francia ed ha ricevuto la segnalazione di "Bravos" da Trad Magazine, la principale rivista francese di musica folk.

La formazione
Renat Sette: canto
Maurizio Martinotti: canto, ghironda, mandola, salterio
Sergio Caputo: violino, percussioni, cori
Enrico Negro: chitarra acustica, mandola, cori
Jean Louis Ruf: mandoloncello, percussioni, cori

con
Gigi Biolcati: percussioni in "Lo Compte Arnaud", "Diga Janeta", "Lo prat a dalhar"

Arrangiamenti: Dona Bela/ Maurizio Martinotti
Coordinamento produzione: Maurizio Martinotti e Sergio Caputo

Al progetto di Dòna Bèla prendono parte artisti di primo piano delle rispettive culture di origine.
Da una parte Maurizio Martinotti, fondatore e leader per oltre vent'anni di un gruppo storico del folk piemontese come La Ciapa Rusa; questo musicista e compositore piemontese vanta collaborazioni con diversi gruppi, dalla Ciapa Rusa appunto all'Ensemble del Doppio Bordone, da Le Vijà a Tendachënt, senza dimenticare la collaborazione con gruppi stranieri quali gli spagnoli Urbalia Rurana e la direzione artistica dello spettacolo dedicato ai temi della Via Francigena e intitolato "Il viaggio di Sigerico", che nel 1998 ha meritato il sostegno della Commissione Europea nell'ambito del programma Caleidoscopio. La discografia di Martinotti comprende oltre 15 titoli e la sua attività concertistica si è dipanata nel corso degli anni attraverso tutta Europa ed il Nord America.
Sul versante provenzale troviamo invece Renat Sette, eclettico cantante dalla voce calda, possente ed esplosiva, capace di assumere i toni del baritono come del controtenore. La passione che infonde nelle sue composizioni é l'eredità di una tradizione artistica tramandata oralmente, che Sette arricchisce degli elementi che gli provengono dal contatto con il mondo della poesia e della musica d'oggi. Ballate, canti popolari, canti di lavoro sono il pezzo forte del suo repertorio. Renat Sette si esibisce normalmente sia solo (a cappella), sia accompagnato da altri musicisti come in quest'occasione: ha tra l'altro lavorato con il chitarrista Pierre Bonnet e con il mandolista/compositore/arrangiatore Patrick Vaillant, incidendo sinora tre dischi.
Nell'ambito del progetto Dona Bela Martinotti e Sette sono affiancati da tre validissimi talenti provenienti da alcune tra le più interessanti formazioni della scena popolare italiana e francese, quali Le Vijà, Compagnons Roulants, Melonius Quartet e Tendachënt.

Presentazioni del disco
"Da diversi anni l'Associazione Ballades stimola ed organizza incontri fra musicisti provenienti da scuole, culture o universi differenti. Così nel 1999 ho concepito per conto dell'Associazione delle "Ballate dal Piemonte alla Provenza" basate sull'incontro del cantore occitano Renat Sette - che raccoglie e restituisce al pubblico canti tradizionali provenzali- con Maurizio Martinotti, una delle figure di spicco del movimento di rinnovamento dei canti e delle musiche del Piemonte. L'alchimia e la complementarietà fra i musicisti hanno prodotto dei risultati che hanno superato le mie più ottimistiche previsioni e l'incontro si è trasformato in una solida amicizia artistica, concretizzatasi nella creazione di Dòna Bèla, un ensemble il cui nome si ispira alle due culture.
Il pubblico che ha potuto apprezzare Dòna Bèla in concerto, sia in Francia che in Italia, ha potuto constatare che sul palco l'intento è evidente e visibile. Riteniamo che questa registrazione ne sia il fedele riflesso e che, al di là d'una testimonianza sulle relazioni fra le due regioni, si percepisca l'avventura umana che ne risulta".
Jacques Brunie, presidente dell'associazione Ballades

"Se non ci fossero le Alpi di mezzo, Piemonte e Provenza sarebbero una fantastica piana dove cultura, storia e vino farebbero casa comune. Nonostante la montagna e quindi il naturale spartiacque alpino, le due confinanti regioni europee vantano una cuginanza non comune.
Esportatrici entrambi di mano d'opera ( quanta emigrazione da queste terre che agli inizi del '900 dovevano ancora scoprire quelle vocazioni che oggi le vedono tra le più fertili e ricche d'Europa), entrambe culla di un repertorio legato alla tradizione tra i più suggestivi ed originali, entrambe animate da gente schiva, operosa e buongustaia.
Così insieme agli ottimi formaggi e vini, condividono pure in parte la lingua, grazie a quella presenza discreta di occitani nelle vallate piemontesi ( in Provenza sono una decina di milioni).
C'è stata quindi una evoluzione naturale che giustifica l'esistenza di un repertorio di balli e canti popolari comune alle due regioni e questo disco non può che esserne degna testimonianza".
Franco Lucà, responsabile Folk Club di Torino

RASSEGNA STAMPA
"Straordinaria freschezza e immediata godibilità. Un piccolo miracolo alchemico é concentrato in questi 42 minuti (...). "Dona bela" é leggero e stimolante, ricco di sapori ma nello stesso tempo dotato di una sua confortante omogeneità."
Roberto G. Sacchi - Folk Bulletin

"In definitiva é una conferma di certi valori e i numerosi fans dei gruppi legati a Martinotti non mancheranno sicuramente di apprezzare anche ques'altra produzione."
Loris Bohm - Trad-Arr, maggio 2001

"....un'opera che eccelle per nitore e amalgama sonora, per l'autorevolezza vocale del cantore occitano e la perizia esecutiva e compositiva del ghirondista e vocalista piemontese."
Ciro De Rosa - World music, novembre 2001

"L'andatura é interessante, il repertorio ancora vasto e la realizzazione piena di fascino e di vigore" - Bollino "Bravo!" di Trad Magazine come cd consigliato.
Claude Ribouillault - Trad Magazine, luglio 2001

"Questo disco é una piccola meraviglia comprendente canti tradizionali e composizioni di Maurizio Martinotti".
J.P.T. - Manosque - marzo 2001