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Dòna BèlaCanti dal Piemonte alla ProvenzaRenat Sette & Maurizio Martinotti con Sergio Caputo - Enrico Negro - Jean Louis Ruf Dona Bela è una produzione che nasce dall'incontro di musicisti attivi sui due versanti delle Alpi: da una parte il Piemonte e dall'altra la Provenza, zone amministrativamente distinte ma geograficamente contigue e, soprattutto, culturalmente molto vicine. Si tratta dunque di un progetto che travalica i confini nazionali, introducendo anche all'interno delle politiche culturali quello spirito comunitario che tende a porre in risalto le specifiche identità culturali ed i legami tra esse. Dona Bela non è semplicemente un gruppo musicale formato da musicisti provenienti da differenti Paesi europei, ma è piuttosto la dimostrazione lampante di come sia possibile percorrere la strada di una collaborazione transfrontaliera fondata sul recupero di radici culturali comuni. Il repertorio di questo originale ensemble rispecchia tutto ciò, portando alla ribalta canti tradizionali propri delle due regioni e arie comuni, ispirate cioé agli stessi temi o sostenute da melodie tra loro molto vicine. Oltre che in Italia il disco sta avendo un notevole riscontro di vendite anche in Francia ed ha ricevuto la segnalazione di "Bravos" da Trad Magazine, la principale rivista francese di musica folk. La formazioneRenat Sette: canto Maurizio Martinotti: canto, ghironda, mandola, salterio Sergio Caputo: violino, percussioni, cori Enrico Negro: chitarra acustica, mandola, cori Jean Louis Ruf: mandoloncello, percussioni, cori con Gigi Biolcati: percussioni in "Lo Compte Arnaud", "Diga Janeta", "Lo prat a dalhar" Arrangiamenti: Dona Bela/ Maurizio Martinotti Coordinamento produzione: Maurizio Martinotti e Sergio Caputo Al progetto di Dòna Bèla prendono parte artisti di primo piano delle
rispettive culture di origine. "Da diversi anni l'Associazione Ballades stimola ed organizza incontri fra musicisti provenienti da scuole, culture o universi differenti. Così nel 1999 ho concepito per conto dell'Associazione delle "Ballate dal Piemonte alla Provenza" basate sull'incontro del cantore occitano Renat Sette - che raccoglie e restituisce al pubblico canti tradizionali provenzali- con Maurizio Martinotti, una delle figure di spicco del movimento di rinnovamento dei canti e delle musiche del Piemonte. L'alchimia e la complementarietà fra i musicisti hanno prodotto dei risultati che hanno superato le mie più ottimistiche previsioni e l'incontro si è trasformato in una solida amicizia artistica, concretizzatasi nella creazione di Dòna Bèla, un ensemble il cui nome si ispira alle due culture. Il pubblico che ha potuto apprezzare Dòna Bèla in concerto, sia in Francia che in Italia, ha potuto constatare che sul palco l'intento è evidente e visibile. Riteniamo che questa registrazione ne sia il fedele riflesso e che, al di là d'una testimonianza sulle relazioni fra le due regioni, si percepisca l'avventura umana che ne risulta". Jacques Brunie, presidente dell'associazione Ballades
"Se non ci fossero le Alpi di mezzo, Piemonte e Provenza sarebbero una fantastica piana dove cultura, storia e vino farebbero casa comune. Nonostante la montagna e quindi il naturale spartiacque alpino, le due confinanti regioni europee vantano una cuginanza non comune. Esportatrici entrambi di mano d'opera ( quanta emigrazione da queste terre che agli inizi del '900 dovevano ancora scoprire quelle vocazioni che oggi le vedono tra le più fertili e ricche d'Europa), entrambe culla di un repertorio legato alla tradizione tra i più suggestivi ed originali, entrambe animate da gente schiva, operosa e buongustaia. Così insieme agli ottimi formaggi e vini, condividono pure in parte la lingua, grazie a quella presenza discreta di occitani nelle vallate piemontesi ( in Provenza sono una decina di milioni). C'è stata quindi una evoluzione naturale che giustifica l'esistenza di un repertorio di balli e canti popolari comune alle due regioni e questo disco non può che esserne degna testimonianza". Franco Lucà, responsabile Folk Club di Torino
RASSEGNA STAMPA "In definitiva é una conferma di certi valori e i numerosi fans dei gruppi
legati a Martinotti non mancheranno sicuramente di apprezzare anche
ques'altra produzione." "....un'opera che eccelle per nitore e amalgama sonora, per l'autorevolezza
vocale del cantore occitano e la perizia esecutiva e compositiva del
ghirondista e vocalista piemontese." "L'andatura é interessante, il repertorio ancora vasto e la realizzazione
piena di fascino e di vigore" - Bollino "Bravo!" di Trad Magazine come cd
consigliato. "Questo disco é una piccola meraviglia comprendente canti tradizionali e
composizioni di Maurizio Martinotti". |